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Cenni storici

Conosci l'Aloe

I benefici effetti curativi della sostanza gelatinosa custodita all’interno delle foglie di Aloe sono noti da tempi remoti.
Le prime testimonianze risalgono addirittura al 4000 a.C: sui muri dei templi egiziani sono stati rinvenuti disegni della pianta di Aloe e raffigurazioni descrittive del suo utilizzo, a dimostrazione che questo antico e misterioso popolo ne conosceva le proprietà guaritrici.

Gli straordinari poteri curativi della pianta ebbero un tale impatto nella cultura egizia da creare una miriade di miti e leggende: la pianta ed i suoi magici effetti erano venerati alla stregua di un Dio. Non a caso gli Egiziani definivano l’Aloe “la pianta dell’immortalità” e la utilizzavano nei misteriosi processi di imbalsamazione dei faraoni, dei quali si auguravano la rinascita.
Le leggende narrano che la regina Cleopatra, idolatrata per la sua straordinaria bellezza, fosse solita immergersi in un bagno del succo di Aloe e che mescolasse il prezioso elemento gelatinoso alle creme di bellezza.

Non è possibile datare con esattezza le origini dell’utilizzo terapeutico dell’Aloe e neppure stabilire uno specifico luogo geografico in cui ciò possa essere accaduto;tuttavia la scienza medica antica ha tramandato al riguardo numerose testimonianze scritte.Uno dei primi documenti dettagliati al quale ci si può riferire è il “Papiro Ebers”, uno scritto egiziano risalente al 1550 a.C., in cui vengono descritte una serie di formule e miscele sull’uso dell’Aloe per la cura di svariati disturbi del corpo.
Il primo riferimento dettagliato all’uso dell’Aloe è contenuto nell’”Erbario Greco” di Dioscoride, che risale al 68 d.C. Nel testo, il medico greco riporta una descrizione dettagliata della pianta di Aloe e l’impiego della particolare sostanza per la cura di molteplici disturbi e malattie, quali i foruncoli, le irritazioni epidermiche, il prurito della cute, per fermare le emorragie e curare le contusioni provocate da infortuni, e tantissimi altri malanni.
Le conoscenze di Dioscoride vennero confermate ed ampliate da Plinio il Vecchio nella sua opera “Historia Naturalis”.
Nel Medioevo e nel Rinascimento l’uso dell’Aloe medicinale si diffuse in tutto il mondo, anche nelle terre con climi molto freddi dove la pianta non cresceva spontaneamente e neppure era coltivata.
I preziosi rimedi preparati con il succo di questa pianta, sono stati tramandati di generazione in generazione fino ai giorni nostri; tuttavia, nel corso dei secoli l’utilizzo di questa sostanza si è ridotto notevolmente poiché è stato offuscato da false convinzioni e da erronee credenze.
Solo a partire dagli anni Trenta, grazie anche al supporto della documentazione scientifica e delle attestazioni mediche sui trattamenti effettuati con l’Aloe, sono state riscoperte e confermate le molteplici proprietà e virtù medicamentose dell’Aloe.

Presentazione - Impiego terapeutico

 
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