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Tratto da "Edit 2000"

"Come anticipato nello scorso numero, Edit2000 vi fornisce la ricetta del preparato anticancro diffusa dal missionario brasiliano padre Romano Zago così Ti viene riportata nel suo libro: "Di Cancro Si Può Guarire". E' appena il caso di rimarcare ancora una volta che lo scopo di questi articoli non è quello di creare illusioni: il cancro, qualunque sia la terapia, resta una malattia difficile da debellare, ma proprio per questo va combattuta con tutte le armi disponibili, e l'Aloe Arborescens sembra proprio ciò che di meglio la natura ci mette a disposizione. Insomma, qualunque sia il motivo dell'evoluzione dei singoli casi, la cura proposta da padre Romano Zago non ha certo gli stessi effetti dell'acqua fresca, né tantomeno la momentaneità di un effetto placebo. Ma, come ammette lo stesso missionario, in una certa percentuale di casi non ha funzionato. E allora?
Questa è un'eventualità che si verifica con qualunque tipo di terapia quando si parla di cancro Inoltre l’Aloe, secondo l'esperienza del nostro missionario, anche quando non è in grado di bloccare la malattia, non arreca alcun danno all'organismo, anzi, uno degli effetti della cura risiede proprio nel notevole aumento delle capacità reattive delle sue difese immunitarie.
E' ovvio che, spostando il discorso su un piano meno generico, sorgono svasate problematiche per tutte, o quasi, la risposta viene fornita nel libro del frate (ribadiamo il suggerimento, per chiunque voglia approfondire l'argomento, di ordinare il libro presso una delle Associazioni Amici dell'Aloe presenti in Italia). Ma fornire la ricetta, senza affrontare almeno qualcuna di queste problematiche, sarebbe una cosa priva di senso. Per le risposte ci affideremo direttamente alle parole di Romano Zago.
Partiamo dunque dal problema di chi sta già affrontando la malattia seguendo i protocolli terapeutici ufficiali: chemioterapia, radioterapia, farmaci, interventi chirurgici. Che cosa occorre fare? L'assunzione del preparato a base di Aloe può creare problemi? Ecco cosa risponde il frate: sia che la persona stia già seguendo una cura, sia che stia prendendo la medicina prescrittali dal suo medico, può benissimo usufruire di questo preparato. Anzi, ho testimonianza di pazienti che, avendo preso una dose di Aloe prima sottoporsi alla chemioterapia, ne hanno superato meglio gli effetti sgradevoli. Altri hanno fatto a meno dell'uso di cortisone e morfina dopo una sola settimana di cura con l'Aloe. Per una questione di coerenza personale e di aspetto verso l'opinione altrui, non consiglio ai malati di abbandonare la cura tradizionale. Ho grande stima per la libertà di scelta dell'essere umano. Egli deve usarla come meglio crede, secondo la sua coscienza, anche per il bene della sua salute. Vale la pena di ripetere che la cura proposta qui è semplice, naturale ed economica. Se la cura riesce, la persona può riprendere la sua vita normale, completamente guarita, senza mutilazioni, anche in caso di cancro in fase terminale. Gli esami medici daranno la garanzia della perfetta guarigione".
Se invece dopo un primo ciclo di cura con l'Aloe non si sono ottenuti gli effetti sperati, cosa si può fare? Padre Romano Zago suggerisce di ripetere ancora la cura, controllando l'andamento della malattia con frequenti esami diagnostici. Ma se nemmeno un secondo ciclo dovesse essere sufficiente, occorre insistere, fino al quarto barattolo, prima di provare a raddoppiare la dose giornaliera, assumendo cioè due cucchiai del preparato per tre volte al giorno: "Anche se il tuo caso sembra grave, gravissimo, persino in fase terminale, non impressionarti e non farti distrarre. Finché c'è vita c'è speranza. Quindi devi lottare per salvare la tua vita, il dono più prezioso che possiedi. Finito l'ultimo barattolo, lascia passare una settimana e ricomincia la cura, facendo ricorso ad una dose doppia. D'altra parte, dietro questo consiglio c'è la vasta esperienza di persone che la pensano come me".
A questo punto, è logico chiedersi se l'utilizzo massiccio e prolungato dell'Aloe può creare qualche effetto collaterale, e di conseguenza quale deve essere il comportamento da adottare: "Se c'è qualcosa che costituisce un problema dentro l'organismo, in un modo o nell'altro questo corpo estraneo dovrà essere espulso. Ho informazioni di persone che non hanno subito alcun cambiamento e di altre che hanno avuto le seguenti reazioni: prurito, foruncoli, ascessi, cisti, eruzioni cutanee, vesciche sulle mani e sotto i piedi, diarrea, feci molto maleodoranti, flatulenza, urina marrone, vomito a volte misto a pus, dolori generici, spesso localizzati al ventre. Vorrei ribadire che tali indisposizioni o fastidi, però, durano massimo per quattro giorni seguiti sempre da una sensazione d benessere, come in uno stato di convalescenza. E' importante l'atteggiamento con cui si affrontano tali elisa gi: non bisogna sospendere la cura".
Ovviamente l'insorgenza di questi effetti collaterali è direttamente proporzionata allo stato avanzato della malattia ed all'esigenza di intervenire ton una terapia d'urto. La semplice assunzione preventiva, effettuata una volta all'anno, può dare al massimo qualche lieve disturbo intestinale nei primissimi giorni o qualche problema epidermico localizzato, ma, in genere, nulla di più.
Per concludere, perché comunque sarebbe impossibile esaurire l'argomento su Edit2000, soffermiamoci un attimo sugli altri due componenti della ricetta: la grappa (o l'acquavite) ed il miele biologico. Può sembrare curiosa la presenza di una sostanza alcolica come la grappa in una ricetta anticancro, ma non è uno schiribizzo: senza la sua azione l'organismo umano non sarebbe in grado di metabolizzare alcune importanti sostanze che compongono l'Aloe. Stessa funzione svolge anche il miele, che inoltre possiede già da solo proprietà antitumorali ed è fondamentale per l'effetto complessivo del preparato. Il miele infine rende accettabile il sapore della bevanda, contrastando il sapore amarissimo dell'Aloe.
Nel lasciare ai lettori la possibilità di approfondire l'argomento "Aloe", Edit2000 ritiene di aver svolto pienamente la propria funzione informativa sull'uso di questa pianta nella lotta al cancro.

 
 
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